Pas d'Armes - la sfida per diletto
Sabato e Domenica
Molti manoscritti, splendidamente miniati, ci presentano dettagliati resoconti dei tipici tornei medievali. Le origini stesse del torneo sono tuttavia immerse nell'oscurità. Le fonti iniziano a citare tornei a partire dall'XI secolo, riferendosi a essi come "hastiludia", letteralmente giochi di lancia. Dal momento che proprio nell'XI secolo iniziò a diffondersi un nuovo modo di combattere, con la lancia saldamente impugnata dal cavaliere che la serrava sotto l'ascella destra, possiamo dedurre che lo sviluppo di tali hastiludia fosse stato connesso a pratiche addestrative richieste dal nuovo modo di combattere. Lo svolgimento dei primi tornei assomigliava effettivamente alla guerra reale: opposte schiere di cavalieri si battevano in giganteschi spazi aperti fuori dalle città, armati di tutto punto. L'unica differenza rispetto alla guerra vera era che lo scopo principale non era quello di uccidere il nemico ma di prenderlo prigioniero, intascando notevoli somme per la sua liberazione. Ben presto, la violenza di tali tornei incorse nelle proibizioni della Chiesa che, a partire dal 1130, scomunicò i partecipanti e ne proibì la sepoltura cristiana. Ma questo non arrestò il successo del torneo, sempre più diffuso. Con il passare del tempo, la Cavalleria inizio' a perdere importanza, sia in campo militare (nel Duecento cominciavano ad affermarsi le fanterie, specie quelle dei Comuni italiani) che in quello sociale (la crescente autorità delle monarchie centralizzate, come in Inghilterra, tendeva a ridurre sempre di più il potere della classe feudale), i membri di questa si sforzavano di vivere il torneo come un "gioco", un momento di autoesaltazione e di affermazione di ideali e valori ormai in declino nel resto della società. Verso la fine del Trecento il "torneo a tema", nel quale i partecipanti scendevano in campo fantasiosamente travestiti da personaggi dell'epica cavalleresca, rifacendosi soprattutto alla corte di re Artù, diede vita a una variante, il pas d'armes, o "passo díarmi", consistente in una sfida lanciata da uno o più cavalieri, che s'impegnavano a "difendere" una località ("passo") contro chiunque volesse misurarsi con loro. Il pas d'armes poteva durare assai a lungo, spesso comportava, com'era consuetudine nel Basso Medioevo, curiosi giuramenti o voti da parte degli sfidanti, e si svolgeva in una cornice di ispirazione volutamente letteraria e fiabesca.
Ancora oggi, non vi è forse evento che richiami alla mente le atmosfere medievali più del torneo, immaginato da noi contemporanei come un violento scontro tra nobili cavalieri, condotto in una cornice sfarzosa, con blasoni e stemmi colorati, magari al solo scopo di ricevere un premio dalle mani di una bella principessa. Questa immagine, per quanto stereotipata e un poco favolistica, corrisponde in effetti largamente al vero. Lo svolgimento dei primi tornei assomigliava effettivamente alla guerra reale. Il torneo vero e proprio, con schiere di cavalieri che si affrontavano in furibonde mischie, fu affiancato da un tipo diverso di scontro, condotto da cavalieri che combattevano singolarmente uno contro l'altro. Si trattava della giostra, la forma di torneo che nel tempo riscosse il maggiore successo.

